Ultima modifica: 23 Febbraio 2019
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OTTO AUTOBIOGRAFIA DI UN ORSACCHIOTTO

L’ORSACCHIOTTO OTTO

Sono nato in una piccola fabbrica della Germania, durante la Seconda Guerra Mondiale… La prima cosa che ho visto, con i miei occhi di vetro, è stata una signora che mi ha avvolto in carta velina e mi ha chiuso in una scatola.   

Un bel giorno sono stato regalato a un bambino di nome David per il suo compleanno.

David e il suo migliore amico Oskar mi hanno chiamato Otto.

Un giorno David e Oskar hanno deciso che dovevo imparare a scrivere. Hanno provato prima con il pennino, ma il risultato è stato una grossa macchia di inchiostro sull’occhio……poi hanno riprovato con la macchina da scrivere del papà di David.

David e Oskar si divertivano a fare gli scherzi alla signora Schmidt che abitava al piano di sotto.

Un giorno la mamma di David ha dovuto cucirgli una stella gialla a sei punte sopra la giacca.

Una notte, all’improvviso, sono arrivati i soldati tedeschi e hanno portato via David e la sua famiglia.
Io sono rimasto con Oskar.

Oskar e io lo abbiamo visto salire su un treno con tante altre persone.  

Un giorno, durante i bombardamenti, non sono riuscito a ripararmi e sono finito fra le macerie.

Un soldato americano mi ha ritrovato, ma nell’istante in cui mi ha preso in braccio, siamo stati colpiti da un proiettile.

Ci hanno portati in ospedale. Grazie a me, la pallottola era stata deviata e il soldato si era salvato.

Charlie, il soldato americano, mi teneva sempre con sé e raccontava a tutti che gli avevo salvato la vita.

Al soldato hanno dato una medaglia e la mia foto è finita sui giornali.

Tornato in America, Charlie mi ha regalato a sua figlia Jasmine.

Un giorno, durante una passeggiata, sono finito nelle mani di un gruppo di bulli, che mi hanno preso a calci e poi mi hanno buttato in un cestino.
Mi ha trovato una signora che frugava nella spazzatura: ero mezzo cieco, sciupato e pieno di strappi. La mendicante mi ha venduto a un rigattiere, che mi ha lavato, mi ha ricucito e mi ha messo nella vetrina del suo negozio.

Una sera di molti anni dopo, un anziano signore è rimasto meravigliato davanti alla vetrina: era Oskar, che mi aveva riconosciuto e subito mi aveva comprato! 

La nostra storia è finita sui giornali e, una sera, è squillato il telefono nella casa di Oskar: era David!

David e Oskar sono sopravvissuti alla guerra e alle sofferenze e dopo tanti anni sono riusciti  a rivedersi.

E io adesso ho deciso di raccontare la nostra storia a tutti i bambini, perché imparino che la guerra è crudele ma l’amore e l’amicizia vincono sempre.